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* alessandropetrolati Frequency
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* Per suoni di sintesi
* dicembre 2000
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* Created on 2008.
* Copyright © Alessandro Petrolati
* All rights reserved.
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‘Frequency’ è un brano elettroacustico della durata di 7.12 minuti realizzato con Direct Csound interfacciato con ‘Density 1.1’. Questo pezzo può essere considerato sintetico, infatti non vengono impiegati materiali ‘concreti’ ma è ricavato da forme d’onda derivate da processi matematici e successivamente riprodotte da oscillatori digitali. La legge di ‘Fourier’ è un’astrazione matematica che concepisce ogni fenomeno acustico come la somma di funzioni sinusoidali e cosinusoidali, pesate in ampiezza, frequenza e fase. Vengono impiegate funzioni seno e coseno definite da ± infinito. In teoria ogni timbro si scompone, e quindi ricompone, attraverso la somma di sinusoidi (parziali), ciascuna contribuisce allo spettro risultante. Nel caso della composizione elettronica basata sulla somma di onde sinusoidali, occorre definire molte regole per gestire le relazioni tra la parziali, per esempio gli spettri geometrici sono ottenuti da relazioni matematiche complesse, spettri armonici serie di Fibonacci ecc... Lo stesso principio dovrebbe governare anche la struttura, formale e poetica, dell’opera. In altre parole è necessario trovare una stretta relazione tra la geometria interna del suono e la struttura geometrica della forma-composizione. Molto spesso per varie ragioni, non si considerano fondamentali leggi psico-acustiche -del resto sarebbero terribilmente limitanti per la composizione-, gli spettri così generati, sono per esempio costituiti da parziali sbilanciate rispetto al baricentro spettrale del suono, acusticamente non si fondono. Il risultato è una sensazione di ‘stallo’ della tensione INTERNA del timbro (sound), il timbro collassa. Con la sintesi additiva è molto facile cadere in questo problema. I concetti di fondo della sintesi granulare riconducono in parte alla meccanica quantistica, è nostra esperienza considerare il suono da un insieme frequenziale così come uno temporale, imprescindibili. Tuttavia non possiamo ascoltare un suono se questo non ha una durata superiore rispetto una soglia temporale minima. La percezione del ‘quanto acustico’ è irrilevante perchè la durata infinitesimale non permette un riconoscimento oggettivo (pitch, timbro) ma una rappresentazione sofisticata, mediante flussi concomitanti di migliaia e migliaia di particelle elementari (grani) permette di riorganizzare la materia sonora originando masse acustiche di notevole spessore. La sintesi granulare contrappone il ‘grano’ (quanto) alla sinusoide, infatti nella legge di ‘Fourier’ la sinusoide ha una durata infinita, non possiede un tempo proprio. Nella sintesi granulare ogni grano considera una percezione PSICOLOGICA dato che nell’ ‘evento grano’ è contenuta anche la parte temporale (microtempo). Per la composizione di ‘Frequency’ ho utilizzato ‘Prototype Waveforms Granular Synthesis Algorythm’ del software ‘Density’. Il materiale ottenuto, è molto più vivace e interessante di quello ottenuto con la ‘sintesi additiva’, a parità di complesità spettrale. Concorrono numerosi fattori, sicuramente molto importante è l’intermodulazione che la finestratura del grano comporta sul segnale risultante (AM), inoltre la codifica ‘Csound’ di Density prevede un innesto aleatorio di ‘phase’ per ogni grano. La ‘sintesi granulare’ permette di introdurre una deviazione aleatoria per ogni parametro. Nel caso del parametro ‘CPS’ (Hz) la deviazione ‘inizializza’ i grani con frequenze diverse, all’interno di una maschera aleatoria. Introducendo queste piccolissime deviazioni di frequenza intorno ad un valore medio, magicamente il suono si arricchisce e ‘brilla di luce propria’ rendendo molto di più interessante il ‘sound’. Gli unici materiali concreti sono tre prototipi: una consonante ‘g’ e una vocale ‘e’ della mia voce e una nota del registro medio di pianoforte. Per prototipi intendo il prelevamento di una singola oscillazione (Hz) per ogni materiale. Questi materiali ‘umanizzanti’ sono stati impiegati insieme ai predefiniti di ‘Density’, ricordo i nomi: sine, smooth triangle, triangle, saw, smooth saw, square, smooth square, pulse.
Qualche anno fa scrivevo:
...se concepiamo una struttura musicale come agglomerati di eventi, oppure come punti sonori isolati ma sempre temporalmente cronologici e quindi legati inevitabilmente all’evento precedente, si potrebbe applicare la ‘sintesi granulare’ pensandola come un ‘motore’ autonomo capace di accelerare o diminuire ma comunque generatore continuo di eventi, giustapposti e/o sovrapposi assicurando un ‘continuum’ musicale su tutto il materiale. Una tale concezione non differisce di molto da un semplice banco di oscillatori controllati in ampiezza e frequenza e fase, però è la filosofia di fondo che cambia, cioè la natura dei processi di controllo, poichè pensati per una gestione a macro livello. Enfatizzando paradossalmente il delay tra i grani e la durata dei grani si arriverebbe alla creazione di note-eventi indipendenti. La finestratura (windowing) del grano diventerebbe il transitorio inviluppo strumentale, il delay diventerebbe il ritardo che si stabilisce tra un evento e l’altro e quindi governerebbe la densità degli eventi nell’unità di tempo, la forma d’onda sarebbe il timbro del suono e la durata del grano la durata della nota, infine il numero dei flussi potrebbe decidere la densità di sovrapposizione armonica (verticale). La sostanziale differenza sta nel fatto che l’insieme di tutti gli eventi sono soggetti al controllo macrostrutturale insito nel’eleganza formale classica della sintesi granulare.
Il grano diventa un evento-nota.
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