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*  alessandropetrolati Fedra

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*  Per suoni di sintesi, voce recitante e live elettronics

*  da un testo di Gabriele Mastini

*  1997/1998

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* ‘Fedra’ è il primo esperimento elettroacustico,

*  è stato realizzato con un Pc 486 Dx2 e Windows 95

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*  è forse questo il motivo che mi impedisce di farlo ascoltare? ;-)

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*  Created on 2008.

*  Copyright © Alessandro Petrolati

*  All rights reserved.

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void alessandropetrolati::fedra()


    _local.readText();

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...scomparendo il dualismo interprete-strumento e tutti i parametri caratteristici della musica di sempre, si compone direttamente nel suono con il suono. Questo processo implica la ricostruzione artificiale di domini compositivi, ossia di regole che delineano uno spazio operativo. Il comporre nel suono è concettualmente pulito e un punto di partenza (ri-partenza) molto importante, scompare però il meccanismo compositivo che scaturisce dal rapporto fisico-interpretativo con lo strumento. Nel mio lavoro per nastro, voce recitante e live elettronics ho cercato di ricostruire un minimo di performance attraverso l'interazione diretta col DSP (Digital Signal Processing).  Il ‘montaggio’ (struttura) è avvenuta in tempo differito, ho usato l’’alea’ come elaborazione (improvvisazione) del materiale, infine il ‘real-time’ per creare un rapporto diretto (feedback) tra compositore-interprete e macchina (DSP). Il testo del poeta Gabriele Mastini è basato sulla tragica figura di ‘Fedra’,  è un’analisi psicologica dei personaggi. (vedi le poesie di Ghiannis Ritsos da ‘Quarta dimensione’). La composizione è bilanciata su due poli armonico/disarmonico, che si attraggono e respingono continuamente. Le transizioni portano in superficie materiali periodici in contrapposizione alle bande di rumore (aperiodici). Nella parte centrale del lavoro emerge un riverbero di pianoforte, l’elemento primitivo di sintesi è un ciclo (Hz) campionato dall’ultima nota (La0 = 27.500003815 Hz). Per l'elaborazione ho impiegato la Sintesi Granulare, scrivendo un codice Csound (antenato dell'attuale Density). Le fasce di rumore sono state ottenute sotto-campionando il ciclo due ottave. In questo ambito la fondamentale scompare del tutto (infrasuono), il risultato è uno spettro composto dalle sole parziali superiori. Riportando la frequenza fondamentale verso la banda udibile, si avverte un movimento spettrale verso un timbro che va definendosi. Tra i parametri implementati nell’algoritmo, il ‘delay tra grani’ e il ‘numero di cicli per  grano’, comportano la scomposizione graduale della massa sonora densa e continua, fino a renderla rarefatta e puntillistica. I suoni lunghi diventano eventi musicali indipendenti. L’inviluppo dei grani (finestra di tipo gaussiano), altera la semantica del pianoforte, privandolo del contributo psicologico temporale dell'inviluppo originale (ADSR), il pianoforte degenera in uno strumento ad arco (contrabasso). In contrapposizione al materiale del pianoforte, che in generale rimane in una zona molto grave, ho granulato con lo stesso sistema onde prototipali di tipo sinusoidale e con profilo quadrato, creando punti sonori molto precisi e ben identificabili a livello spaziale. Nel montaggio ho retrogradato i materiali sintetici e concreti (5’: 22’), producendo fasce sonore che implodono improvvisamente.


Prefazione al testo di Gabriele Mastini:

Fedra è l’innamorata oscura, è l’amante fredda della pazzia, dell’unica creatura che sia mai riuscita a sopravvivere in quella specie di mondo in quello stagno orribilmente piatto e deliziosamente ammorbato che è la reggia clinica sigillata di Teseo. Erano brividi quelli che permettevano ai suoi muscoli di strisciare come fa un corpo privo di arti, lei, la progenitrice di rettili assai più evoluti di noi.

Fedra corteggia la vita e la morte amando l’impossibile e per non soffrire, o per soffrire di meno, lascia che la sua psiche e il suo cuore si dividano paurosamente come amebe senza un ordine.

Così Fedra inventa, partorisce, il più moderno dei mostri: La schizofrenia: L’unica creatura che possa salvare Fedra da Fedra noi stessi dallo specchio di noi stessi.

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